| Le PMI non hanno ancora investito nel disaster recovery |
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| Scritto da Administrator |
| Giovedì 12 Ottobre 2006 03:17 |
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Una ricerca realizzata da Symantec ha evidenziato che le piccole e medie imprese non hanno ancora ben chiaro il grave impatto che potrebbe avere una minaccia informatica sul loro business. Ma anche che questa impreparazione comporta costi elevati. Secondo i risultati della ricerca di Symantec 2011, le Pmi non hanno ancora compreso il grave impatto che potrebbe avere una minaccia informatica sul loro business. I risultati dell’indagine, che ha coinvolto (1.840 imprese di 23 paesi tra Nord America, America Latina, Europa, Medio Oriente, Africa e Asia) mostrano infatti che, nonostante esistano rischi di sicurezza per le piccole e medie imprese, queste non considerano la preparazione contro eventuali minacce tra le loro priorità fino a quando non sperimentano realmente gli effetti di un attacco o della perdita dei dati. Da quanto emerso dalla ricerca, inoltre, risulta che i costi di questa impreparazione sono alti e che le piccole e medie imprese mettono a rischio il loro giro d'affari e causando la perdita di clienti. La metà degli intervistati infatti non ha ancora attuato un piano di disaster recovery. Il 41% ha dichiarato che non è mai stato necessario preparare un piano di questo tipo e il 40% non considera una priorità essere preparati in caso di minacce alla sicurezza. Solo il 36% delle Pmi intende realizzare in futuro un piano per prepararsi contro le minacce. E tutto ciò nonostante il 65% degli intervistati viva in zone soggette a disastri naturali. Negli ultimi 12 mesi, in media una Pmi ha subito sei interruzioni di servizio, causate soprattutto da cyber attacchi, interruzioni di corrente o disastri naturali. La ricerca ha rilevato che le informazioni fondamentali della maggior parte delle piccole e medie imprese non sono protette. Meno della metà delle Pmi esegue il backup dei dati una volta alla settimana o con maggiore frequenza e solo il 23% lo fa quotidianamente. Gli intervistati hanno inoltre affermato che un attacco informatico potrebbe causare la perdita di informazioni. Infatti, il 44% delle aziende ha dichiarato che potrebbe perdere come minimo il 40% dei propri dati in caso di attacco. La metà delle Pmi che ha messo in atto un piano di difesa contro le minacce alla sicurezza si è attivata solo dopo aver avuto esperienza diretta di un'interruzione di servizio e/o della perdita dei dati. Il 52% ha preparato i piani negli ultimi sei mesi. E solo il 28% ha realmente testato i propri piani di disaster recovery. Secondo le stime di Symantec, il costo medio di un downtime per le piccole e medie imprese è di circa 10.000 euro al giorno. Le interruzioni di servizio spingono i clienti ad andarsene e il 54% dei clienti delle Pmi che hanno partecipato all’indagine ha dichiarato di aver cambiato fornitore a causa di un servizio di computing inaffidabile, il 12% in più rispetto ai risultati dello scorso anno. Le interruzioni di servizio possono anche compromettere il business e il 44% dei clienti delle Pmi intervistati ha dichiarato che i propri fornitori hanno dovuto temporaneamente chiudere a causa di un attacco. I clienti di queste aziende hanno inoltre affermato di aver subito ripercussioni considerevoli anche sulla propria attività. Le interruzioni di servizio comportano per i clienti delle Pmi un costo medio di circa 7.700 dollari al giorno. Oltre ai costi finanziari diretti, il 29% dei clienti delle piccole e medie imprese ha perso “alcuni” o “molti” dati rilevanti a causa di un disastro che ha colpito il proprio fornitore. M.Ela International è in grado di sviluppare soluzioni di protezione dei dati, di disaster recovery e di continuità di servizio per limitare drasticamente il pericolo di costosi "black-out" del sistema informativo aziendale.
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Maggio 2011 11:34 |










